Produzione

Come nasce l'olio.

Dall'uliveto alla bottiglia in dodici ore. Quattro passaggi, sempre gli stessi da quando c'era Natale.

  1. L'uliveto

    Quattromila ulivi tra la Val d'Orcia e le Crete Senesi, a 400-450 metri: Frantoio, Moraiolo e Leccino. Niente concimi chimici, si fa il sovescio; si pota poco e a rotazione. Un ulivo nuovo comincia a dare olive dopo sei anni.

  2. La raccolta

    A mano, in casse, da fine settembre. Le olive sono piccole e ancora verdi: rendono poco, tra il 7 e il 9,5 per cento, e danno un olio con acidità vicina allo zero.

  3. Il frantoio

    Le olive vengono frante tra le otto e le dodici ore dalla raccolta, a freddo, sotto i 27 gradi, al Frantoio Buraschi di Montepulciano. È questo che tiene l'olio extravergine: verde, denso, con il profumo di erba appena tagliata.

  4. La bottiglia

    Vetro scuro che protegge dalla luce, in tre formati, oppure la lattina per la cucina di tutti i giorni. Ogni annata è quella che danno le piante: finita, si aspetta la successiva.

Una bottiglia di olio Toppini sulle olive appena raccolte
Il frantoio

A freddo, sotto i 27 gradi.

La temperatura è il punto. Sopra i 27 gradi si ricava più olio, ma si perdono i profumi e i polifenoli. Noi restiamo sotto, e accettiamo di ricavarne meno.

Dalla raccolta alla frangitura passano tra le otto e le dodici ore: le olive non fanno in tempo a scaldarsi né a fermentare. Per questo l'acidità resta vicina allo zero.

L'olio e i formati
8-12 oredalla raccolta alla frangitura
27 °Cla temperatura massima
7-9,5%la resa in olio
Le mani di Natale Toppini con una manciata di olive appena raccolte

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